Birra trappista, l’opera d’arte dei frati trappisti

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Origine delle birre trappiste e caratteristiche di una birra di stampo secolare

Se vi dicessimo birra trappista, cosa rispondereste? Anche coloro che non sono appassionati di birra avranno sicuramente sentito parlare della birra dei frati trappisti.
Oggi faremo un piccolo focus su questa tipologia birra, sulla sua origine e su quello che la differenzia dalle altre birre.  

La Trappe, il monastero della birra trappista

Perché la birra trappista si chiama così?
Con il termine trappista si identificano i trappisti, i monaci cistercensi della Stretta Osservanza del monastero di Notre-Dame de La Trappe in Francia.  Nel 1664 Armand-Jean le Bouthillier, ritiratosi nel monastero di La Trappe e diventatone l’abate, considerò il comportamento dei monaci al suo interno troppo liberale, per questo decise di riformare l’ordine che prese il nome di Ordine dei Monaci Cistercensi della Stretta Osservanza. I monaci avrebbero dovuti seguire una vita morigerata fatta di astinenza, preghiera e lavoro nei campi. Solo dopo alcuni anni, le regole cominciarono ad ammorbidirsi e ai monaci cistercensi fu permesso di produrre birra per il proprio sostentamento.

Nel corso dei secoli i monaci dei diversi monasteri sparsi in tutta Europa, soprattutto nel centro e nel nord Europa, hanno iniziato a produrre birra, quindi per preservare l’originalità del prodotto trappista e coloro che si dedicavano alla produzione della birra trappista secondo specifici criteri, nel 1997 8 abbazie trappiste di Belgio, Olanda e Germania hanno fondato l’ITA (Associazione Trappista Internazionale): tutte le birre trappiste certificate, da quel momento in poi, avrebbero mostrato un logo identificativo che le avrebbe distinte da eventuali imitazioni e la produzione avrebbe dovuto seguire precisi parametri:
•    La birra trappista dovrà essere prodotta all’interno di un’abbazia trappista, da monaci trappisti o da terzi posti sotto il loro controllo;
•    Produzione e commercializzazione del prodotto dovranno dipendere dai monaci trappisti;
•    Tutti i ricavi dalla vendita della birra trappista dovranno essere destinati al sostentamento dei monaci trappisti che l’hanno prodotta o alla beneficenza, ma mai al mero profitto.

Birra trappista o birra d’abbazia? Ecco le differenze

Molto spesso capita di confondere la birra d’abbazia e la birra trappista, ma sono due birre molto diverse per caratteristiche ma soprattutto per produzione.

La birra d’abbazia non deve essere necessariamente prodotta all’interno di un’abbazia o di un monastero o direttamente da un ordine monastico, ma può essere prodotta in birrifici esterni o industrie che seguono l’autentica ricetta della birra d’abbazia o prevedono l’aggiunta del marchio, sempre sotto concessione dell’ordine monastico d’appartenenza.

La birra trappista, invece, anche grazie alle regole rigidissime imposte dall’ITA, deve essere prodotta rigorosamente in un monastero trappista e da monaci trappisti per poter ricevere il marchio di autenticità. Inoltre la birra trappista possiede caratteristiche ben precise:
•    È una birra ad alta fermentazione e rifermentazione in bottiglia;
•    Per l’aromatizzazione vengono utilizzate solo erbe e zucchero caramellato;
•    La gradazione della birra trappista oscilla tra i 6° e i 21°;
•    La colorazione va dal bruno scuro al dorato intenso;
•    È una birra che presenta lieviti in sospensione con una schiuma densa e compatta.

Come avrete capito leggendo questo articolo, la birra artigianale Doppio Malto non è una birra trappista, ma di sicuro tra le creazioni del nostro mastro birraio potrete sempre trovare qualcosa che fa per voi e soprattutto approfondire la vostra conoscenza del mondo brassicolo.
Vi aspettiamo!
#unpostofelice