{"id":2258,"date":"2017-10-23T00:00:00","date_gmt":"2017-10-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.doppiomalto.com\/news\/malto-per-birra-tutto-cio-che-ce-da-sapere\/"},"modified":"2017-10-23T00:00:00","modified_gmt":"2017-10-22T22:00:00","slug":"malto-per-birra-tutto-cio-che-ce-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.doppiomalto.com\/it\/news\/malto-per-birra-tutto-cio-che-ce-da-sapere\/","title":{"rendered":"Malto per birra, tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 da sapere"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>malto per birra<\/strong> &egrave; uno degli ingredienti principali utilizzati per la produzione di questa bevanda conosciuta e amata in tutto il mondo. Dalle diverse tipologie di malto, si ottengono conseguentemente diverse tipologie di birra: il malto pu&ograve; essere da un unico cereale, come l&#39;orzo, o dal mix di vari cereali cosiddetti &ldquo;succedanei&rdquo; rispetto all&#39;orzo, come riso, miglio, grano e avena.<\/p>\n<h2><strong>Che cos&#39;&egrave; il malto d&#39;orzo?<\/strong><\/h2>\n<p>Se siete appassionati di birra ne avrete sentito sicuramente parlare, ma forse qualcuno tra voi si star&agrave; chiedendo<strong> che cos&#39;&egrave; il malto d&#39;orzo<\/strong>. Con questa espressione si fa riferimento al prodotto della maltazione, ovvero una specifica fase della lavorazione della birra a cui viene sottoposto l&#39;orzo.<\/p>\n<p>In Germania il <strong>malto per birra<\/strong> viene ricavato soprattutto da questo cereale e, talvolta, anche dal frumento. Spesso vengono utilizzate anche altre materie prime, cereali alternativi quali mais, riso e miglio (specialmente nelle produzioni senza glutine), ma anche segale e farro. Per capire meglio<strong> che cos&#39;&egrave; il malto d&#39;orzo<\/strong>, bisogna comprendere il passaggio della maltazione: in questa fase specifica della lavorazione del <strong>malto per birra<\/strong>, viene fatto germinare il cereale scelto, orzo, frumento o altro succedaneo che sia, essiccandolo o tostandolo in un secondo momento. La germinazione fa s&igrave; che si attivino gli enzimi che intervengono a disgregare l&#39;amido, che sar&agrave; convertito in zuccheri. La maltazione influisce sui volumi del prodotto finale, sul colore, sui suoi aromi e, infine, su sapore e schiuma della birra.<\/p>\n<h2><strong>Malti per birra: come sceglierli<\/strong><\/h2>\n<p>Come si sar&agrave; compreso, per produrre una buona birra &egrave; fondamentale avere a disposizione un malto di ottima qualit&agrave;. Da questo, infatti, dipendono sapore, aromi, corpo e colore della birra. Se si preferisce usare dei <strong>malti per birra <\/strong>di tipo semplice, poco raffinato, si otterranno birre chiare e leggere, dal sapore fresco. Se invece nella lavorazione si adoperano dei <strong>malti per birra<\/strong> torrefatti o caramellati, la bevanda alcolica avr&agrave; un colore pi&ugrave; scuro e un gusto pi&ugrave; intenso, con alcune note tostate. Coloro che non sono dei mastri birrai esperti, ma, pur essendo appassionati, sono alle prime armi, potrebbero provare a cimentarsi con alcuni kit appositi per l&#39;<em>homebrewing<\/em>, disponibili in commercio. Tali kit, infatti, comprendono degli estratti di <strong>malto per birra<\/strong> gi&agrave; pronti per l&#39;uso. Per le prime volte potrebbe essere utile sperimentare <strong>malti gi&agrave; luppolati<\/strong>, pi&ugrave; facili da usare. Altrimenti, in caso contrario, bisogna aggiungere a parte il luppolo per garantire aroma e gusto amaro tipici di questa bevanda.<\/p>\n<h2><strong>Cosa significa &quot;doppio malto&quot;?<\/strong><\/h2>\n<p>Dopo aver compreso l&#39;importanza della scelta del <strong>malto per birra<\/strong>, da cui dipendono qualit&agrave; e caratteristiche fondamentali della bevanda, nell&#39;ottica di continuare a fare chiarezza sull&#39;argomento resta ancora da capire che cosa significhi l&#39;espressione <strong>doppio malto<\/strong>, comunemente usata. Ebbene, questa dicitura, in verit&agrave; tutta italiana, rientra nelle principali categorie delle birre diffuse in commercio, accanto a quella analcolica, light, normale e speciale. Si tratta, fondamentalmente, di una denominazione legata alla tassazione della produzione nazionale: <strong>doppio malto <\/strong>indica una distinzione in uso nel nostro Paese e stabilita, prevalentemente, in relazione alla quantit&agrave; di zuccheri presenti nel mosto di fermentazione del <strong>malto per birra<\/strong>. Definendo una birra puro malto si fa riferimento a una bevanda alcolica ottenuta con orzo o frumento, non con succedanei come riso, farro, segale e avena e si evidenzia la sua qualit&agrave;. Parlare di una birra<strong> doppio malto<\/strong>, invece, non ha a che vedere con ingredienti e pregio della bevanda, ma con due diversi parametri: siamo di fronte, cio&egrave;, a un tipo di birra che supera i 14,5 grado Plato e i 3,5 di grado alcolico. Il grado Plato &egrave; un&#39;unit&agrave; di misura relativa alla percentuale di zuccheri disciolti nel <strong>mosto per birra<\/strong> prima della fase della fermentazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il malto per birra &egrave; uno degli ingredienti principali utilizzati per la produzione di questa bevanda conosciuta e amata in tutto il mondo. 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